Sisma e macerie, una storia già nota

Il presente articolo prende spunto da un importante inchiesta fatta da un attento giornalista abruzzese, Angelo Venti (Premiolino 2010) e presentata in diversi incontri in giro per la nostra Terra; l’inchiesta riguarda L’Aquila e l’utilizzo dei “soldi” nella gestione dell’emergenza e del post emergenza. All’interno di questa inchiesta una parte in particolare si concentrava sui rifiuti e sul prezioso e succulento controllo degli stessi.

Tra le principali evidenze balzanti agli occhi del lettore sicuramente il conferimento, lo smaltimento e più in generale la gestione dei liquami provenienti dai numerosi bagni chimici (quattromila bagni chimici con quattro pulizie ed espurghi al giorno) presenti sul territorio aquilano (tutti facente capo alla stessa azienda) durante la fase di emergenza e post mostravano delle particolarità non da poco, a cominciare dai numeri da capogiro come testualmente indicati dall’autore del report Angelo Venti: “per ogni ospite delle tendopoli, un servizio per deiezioni solide e liquide di 100 litri al giorno. Fate cuocere tutto a fuoco lento per almeno 6 mesi, infine aggiungete 33 milioni di euro di fondi pubblici.”

Vi invito a dare uno sguardo a tutta l’inchiesta perché ha veramente dell’incredibile in alcuni tratti, e la trovo una denuncia chiara che non ci può lasciare indifferenti:

http://www.site.it/soldi-nel-cesso-4-i-rifiuti-aquilani-le-ordinanze-e-i-decreti/06/2012/

e ancora:

http://www.site.it/soldi-nel-cesso-3-bertolaso-gabrielli-gli-atti-giudiziari-le-carte-e-il-malaffare/04/2012/

http://www.site.it/soldi-ne-cesso-2-bertolaso-e-la-merda-doro/03/2012/

http://www.site.it/terremoto-soldi-nel-cesso-bertolaso-tra-gli-indagati/03/2012/

Il problema è che come spesso nel nostro bel paese capita, poco impariamo dalle storie tristi e mal condotte ed eccoci riproporci in un identico schema in Emilia e nel suo sisma.

Problema fondamentale che già si sta mettendo in luce, nonostante la freschezza dell’emergenza emiliana, è la rapidità con cui i rifiuti si stanno burocraticamente trasformando.

Più precisamente sempre come indicato in un nuovo articolo del predetto autore:

( http://www.site.it/sisma-emilia-smaltimento-macerie-lillegale-diventa-legale-per-decreto/06/2012/ )

il D.L. 74 del 7 giugno 2012, con l’art. 17, attua la “trasfigurazione” delle macerie da rifiuti speciali in rifiuti urbani, di fatto eliminando l’obbligatoria tracciabilità garantita dai Formulari Identificativi dei Rifiuti e dai Registri di carico/scarico propria appunto dei rifiuti speciali.

Chiaramente in un area colpita da un sisma, si immagina come le principali macerie possano essere derivanti da capannoni crollati o da lesioni o crolli di privati edifici e si capisce come in un evento importante (come in questo caso) possano essere veramente tante. Riprendendo il recente D.L. citato prima, la modifica legislativa apportata si applica proprio su questo tipo di rifiuto presente in aree private, solitamente identificato come speciale (si pensi ai classici tetti in amianto presenti spesso in vecchi capannoni), e come tale trattato in condizioni normali, ma in questo caso equiparato ai comuni rsu e dunque semplificato nella sua complessiva gestione.

Semplificazione che di fatto oltre a quanto detto annulla le analisi preventive, solitamente fatte prima del conferimento del rifiuto ed atte alla verifica di presenza di sostanze pericolose, ed il vincolo del trasportatore autorizzato, concedendo il trasporto anche a ditte che già svolgono l’attività ma con i rifiuti solidi urbani!

Per saperne di più e rimanere informati vi indico il sito di riferimento dell’autore delle inchieste: http://www.site.it/

 Angelo Marzella (m@)

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