MARCIA PER LA PACE: Beati gli Operatori di Pace… a Cepagatti

Sabato 19 gennaio, Cepagatti viene invasa da pulman, giovani di tutti i gruppi e parrocchie  e scout. Si erano tutti ritrovati per un unico motivo: la Marcia per la Pace. L’incontro ha inizio con un gruppo di giovani che con chitarre, batterie, tamburi, hanno animato l’intero campetto di basket, colmo di giovani e meno giovani.balli, canti, bandiere che sventolavano, era un bel spettacolo da vedere.

Poi tutto tace per prestare attenzione alle toccanti parole di Maurizio Artale, che ci ha poratato la bellissima testimonianza e il grandioso esempio di  Don pino Puglisi, il prete ucciso dalla mafia. Don Puglisi ha testimoniato la sua grande fede nell’amore verso gli altri, i più bisognosi. Sempre pronto a dare conforto spirituale e amteriale a chi glielo chiedeva. Ha fondato il centro Padre nostro, un luogo di accoglienza, aperto a tutti, un uomo scomodo e per questo ucciso.

Maurizio Artale non è un prete, è il direttore del centro Padre Nostro, e porta avanti l’esempio e il pensiero di Don Puglisi.ci ha fatto molto riflettere come basta poco per creare la pace. Fare la pce non siglifica non  fare le guerre ma aiutare il compagno di banco che è in difficoltà, il compagno che è vittima dei bulli, tendere una mano al barbane che incontriamo per strada e che spesso ignoriamo. L’indifferenza genera disagio e violenza.

Nell’anno della Fede, quindi, il miglior modo di testimoniare il nostro essere cristiani, è quello di essere operatori di pace nella fede.

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Xina

 

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